trio
Nel compleanno che vorrei
18.10.2025 |
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"Francesca si gira supina e mi dirige la testa verso quella bella figa fresca fresca di stantuffamento mentre prende con foga il cazzo del nostro ospite tra le labbra..."
Trentaseiesimo compleanno. Domenica mattina.La sveglia suona e, stropicciandomi gli occhi, guardo l'ora.
Francesca mi abbraccia da dietro, e mi dà il buongiorno con un dolce bacio sul collo.
Mi chiede se ho dormito bene e quali piani ho per la giornata.
I compleanni non mi hanno mai entusiasmato e non mi va di organizzare feste o uscite per l'evenienza.
Rispondo mugugnando che non lo so, e allora Francesca accarezzandomi dolcemente tra le gambe mi chiede: "Se vuoi ti do io l'ispirazione".
"Ehi signorina, lasciami respirare, ieri sera mi hai già ripassato a dovere."
Si, poche ore fa, abbiamo fatto le capriole sotto le lenzuola, e come spesso accade, mentre incrociavamo i nostri corpi, ci siamo raccontati le nostre fantasie.
Rido pensando a quanto si discostano le nostre fantasie sessuali dall'immagine che diamo di noi.
Francesca ha un visino tenero e dolce ma le piace vestirsi in latex e farsi portare in giro per casa al guinzaglio.
Io invece, credo di dare l'immagine del maschio alfa, e la cosa che più stuzzica la mia fantasia è pensare alla mia signora che si fa scopare da un altro.
Quindi, quando la tengo a pecorina, le chiedo se può succhiare un dildo, più grande è e più mi dà soddisfazione.
Ieri sera non ha fatto eccezione.
Vicino al mio telefono, ancora svetta questo grande fallo di gomma.
"Dai andiamo a berci un caffè"
La guardo scendere le scale in lingerie, ammirando il suo sederino rotondo, pieno, che dà soddisfazione al tocco.
Appena scesi, come di prassi, le do uno schiaffetto amorevole sul culo, e ci dirigiamo in cucina.
Mentre sorseggiamo il caffè e mangiamo un paio di biscotti, capiamo come organizzarci la giornata.
"Andiamo a farci un aperitivo verso le 11.30? Al solito bar?"
"Si, e per stasera vediamo il da farsi più tardi"
"Perfetto. Hai pensato a che regalo vorresti?"
Tasto dolente. Davvero, non mi serve niente. Ci penso un po', e le rispondo ridacchiando come spesso faccio con lei: "Facciamo una cosa a tre?"
Lei sa perfettamente a cosa mi riferisco, non voglio farle portare un'altra donna nel nostro letto, voglio un altro uomo.
Da molto tempo avanzo questa richiesta, ma mi è sempre stata rifiutata.
"Hai già il terzo da presentarmi?"
Rimango a bocca aperta, tra lo stupito e l'emozionato.
"Stai scherzando?"
"No"
Non credo alle mie orecchie. Davvero mi vuole assecondare?
"Ehm, non ce l'ho ancora"
"E allora trovalo"
Sorridendo si alza e va a lavare le tazzine.
Sono senza parole. Cos'è cambiato rispetto alle altre volte? Col tempo ha cambiato idea? O vuole farmi questo gran regalo di compleanno?
Mi alzo dalla sedia e vado a rifare il letto. Ho già il cazzo duro. La mia mente sta viaggiando come faceva ieri sera mentre la guardavo gemere con quel cazzone in bocca.
Chi può essere il nostro terzo? Di chi ci possiamo fidare? Deve piacere ad entrambi, deve essere gentile ed educato e soprattutto omertoso. Più facile a dirsi che a farsi.
Presto un'idea su chi possa essere me la faccio e torno in cucina.
"E se fosse Nik?"
"Nik? Il tuo amico con cui fai sempre il pirla palpandogli il culo?"
"Si, è un bel ragazzo, e di sicuro sa tenere la bocca chiusa, visto che quando siamo sbronzi non riusciamo mai ad estorcergli qualche storia piccante delle ragazze con cui sappiamo lui esce."
"Mmh, ci penso."
Nik è un ragazzo di colore, più giovane di noi, davvero alla mano. Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro e ci siamo presi in simpatia. Ogni tanto vado ancora a trovarlo al ristorante in cui lavora, e puntualmente finisce a guance doloranti dalle risate.
"Dai, saltiamo aperitivo e andiamo dritti al ristorante in cui lavora"
Sbrighiamo le faccende di casa fino alle 13 e andiamo.
Una volta arrivati c'è proprio lui ad accoglierci vestito di tutto punto.
"Ma guarda un po', la bella e la bestia"
"Ehi ragazzo guarda che ti rovescio l'olio per terra"
Continuiamo a stuzzicarci come due ragazzini finchè ci accompagna al tavolo, mentre penso al complimento che ha fatto alla mia ragazza.
Non posso fare a meno di immaginarlo mentre la scopa.
"Sei sicuro, vuoi fare questo passo con un tuo amico?"
"Di lui ci si può fidare, a te piace?"
"E a chi non piace?"
Francesca mi guarda con una faccia che fa trasparire colpevolezza. Ha già fantasticato su di lui?
Certo non sarebbe strano, e sinceramente, la cosa non mi dispiace: anch'io fantastico sempre, anche sulle sue amiche a volte.
Finiamo il pranzo e ci presentiamo alla cassa.
"Allora tutto bene ragazzi? Ho sentito che oggi è il tuo compleanno? Ti offro un cicchetto?"
"Va bene, beviamo qualcosa insieme"
Lascio il mio portafogli a Francesca e la faccio pagare, mentre io e Nik ci dirigiamo al bancone.
"Senti, noi siamo amici da un po', quindi se ti dico una cosa tu non la spifferi ai quattro venti giusto?"
"Certo, aspetta che prendo il mio megafono"
Ce la ridiamo.
"Scherzo, dimmi pure"
"Apprezzo il tuo cicchetto di compleanno, ma avrei una proposta per te"
Nik mi allunga il bicchiere pieno e diamo un bel sorso.
"Stasera ti va di venire a casa nostra? Vorremmo fare una serata... alternativa"
Nik capisce al volo di cosa parlo e mi risponde divertito.
"Credevo fosse il tuo compleanno, non quello della tua ragazza"
"Infatti sarebbe un regalo per me. Tranquillo, tu il mio culo non lo tocchi, il mio regalo sarebbe vederti stare con lei"
"Ah"
"Ti lascio pensarci, scrivimi più tardi."
Poco più tardi, sulla via del ritorno, ricevo un messaggio.
"A che ora?"
Mi scappa un sorriso e guardo la mia dolce metà.
"Bene signorina, stasera abbiamo ospiti"
"Ah non ci ha pensato molto"
"Dagli torto."
Non sto più nella pelle. Francesca sta monopolizzando il bagno, immagino per sistemarsi nei minimi dettagli.
Passa il pomeriggio. Ore 19.45 suona il campanello. Nik è anticipo, impaziente anche lui eh?
Francesca scende dalle scale e non posso fare a meno di ammirarla.
Pantaloni in latex, con un buco davanti, che lascia vedere la sua bella figa con un pelo nerissimo e ben curato, corpetto nero e doppia treccia.
Apriamo insieme la porta e Nik si presenta con una rosa rossa e una bottiglia di vino. Lo devo ammettere, deve essere difficile per una donna resistere.
Ci salutiamo e Francesca dà i tre baci di rito pericolosamente vicini alle labbra del nostro ospite.
"Una bella bottiglia di vino, dai apriamola subito."
Ci versiamo da bere e cominciamo a parlare scherzosamente del più o del meno.
Qualche bicchiere dopo, gli argomenti iniziano a scarseggiare e i silenzi si fanno più frequenti.
Non voglio più aspettare.
"Ragazzi io vado un attimo in bagno"
Guardo la mia ragazza prima di alzarmi, e me ne vado.
Salgo le scale e inizio a fantasticare. Cosa troverò ritornando in cucina?
Sto in bagno 5 minuti, ancora incredulo che sta per succedere davvero.
Mi decido, scendo le scale e non posso far altro che deglutire.
Nik è in piedi, con i pantaloni abbassati e la camicia aperta, col suo notevole cazzo nella bocca della mia tenera compagna in ginocchio davanti a lui. Fa fatica a tenerlo in bocca tanto che è largo.
Mi butto sul divano, mi slaccio i pantaloni e mi godo lo spettacolo.
Francesca succhia quel pisellone nero con passione, mentre si stuzzica la figa con una mano. Adoro questa visuale della mia donna. In ginocchio a succhiare un cazzo.
Gira la testa e mi guarda, e mi chiede in modo provocatorio:
"Dove lo mettiamo il cazzo del tuo amico? eh tesoro?"
La domanda mi scatena un brivido di piacere.
"Fattelo sbattere nel figa, voglio un bel film porno ad occhi aperti"
Non se lo sono fatto ripetere due volte.
Gli faccio spazio sul divano, Francesca si sdraia con la testa sulle mie gambe mentre Nik gliele apre e si prepara a far entrare quel grosso pezzo di carne dentro di lei.
Sento gli ansimi di eccitazione della mia donna, credo non abbia mai provato un cazzo cosi grande.
Nik inizia a spingerlo dentro, con calma, facendo salire sempre di più i gemiti di godimento di Francesca
Che spettacolo meraviglioso.
Il mio caro amico inizia a spingere a fondo, facendo godere la maiala sdraiata sulle mie gambe.
Ammiro quel cazzo pomparle nella figa, lubrificato a dover dagli umori che escono appena sotto il clitoride gonfio e sporgente.
La gira e la mette a pecora, dandole la possibilità di ricevere in bocca il mio cazzo: ad ogni colpo nella figa sento le vibrazioni del gemito del mio tesoro sulla mia cappella.
Mi godo il dolce dondolio del suo culetto sotto i colpi vigorosi del mio amico, la cui frequenza crescente mi fa capire che siamo vicini al dunque.
Francesca si gira supina e mi dirige la testa verso quella bella figa fresca fresca di stantuffamento mentre prende con foga il cazzo del nostro ospite tra le labbra.
Il manganello color cioccolato entra ed esce dalla sua bocca, mentre la mia lei a malapena riesce a tenere quella grande cappella tra le labbra.
Sento il suo respiro farsi sempre più affannoso, so cosa sta per succedere, e non voglio perdermi un attimo di questo momento: l'ho fantasticato per anni, durante le mie sessioni di masturbazione solitarie, nelle confessioni sotto le lenzuola, quando, mentre stavo per venire chiedevo alla mia signora di immaginare che ci fosse il cazzo di un altro a riempirle la bocca.
Lecco la sua figa con ancora più passione, e la sento mugolare, voglio che senta che siamo in sintonia: le nostre lingue stanno dando godimento!
Alzo lo sguardo e inizia lo spettacolo: Nik preannucia il suo piacere. Il suo cazzone inizia a pulsare e le sue grandi palle diventano più piccole a colpo d'occhio: il suo succo sta colando nella bocca di Francesca
Immagino la sua lingua avvolta dallo sperma caldo, mentre si muove dolcemente su quel cono al cioccolato e inizio a stimolare più velocemente il clitoride sempre più gonfio che ho in bocca. Mentre mi spinge la testa più forte in mezzo al suo pelo nero e curato, mi viene dolcemente in bocca, muovendo sensualmente il bacino.
Percepisco la poesia, entrambi stiamo gustando il piacere del sesso, ma sento che non mi basta: le mie fantasie di anni si sono appena realizzate davanti ai miei occhi e non mi voglio fermare. Raccolgo quanti più umori possibile e chiedo ad Nik di spostarsi. Tirando fuori il cazzo dalla bocca della mia dolce compagna, esce dello sperma e le segna la guancia.
Francesca mi guarda intensamente, ancora stordita dall'orgasmo, facendomi intravedere il risultato del piacere di Nik
Mi avvicino e le faccio colare i suoi umori in bocca e non mi tengo più: inizio a baciarla appassionatamente e lei spinge lo sperma nella mia bocca. Le nostre lingue si avvolgono dolcemente, con i sapori del sesso che si mescolano. Col dito raccolgo lo schizzo sulla sua guancia e lo infilo nelle nostre bocche. Lo lecchiamo avidamente e sento che la mia eccitazione non può più aspettare.
Mi stacco, mi metto cavalcioni a Francesca e le metto il cazzo in bocca. Mentre mi fissa, la sua mano scivola dolcemente in mezzo al mio culetto. Non vedo l'ora di sentirla entrare. Me lo massaggia un po', poi sposta la mano sulla sua figa fradicia, si lubrifica adeguatamente l'indice e me lo infila con calma.
Ogni centimetro mi fa godere.
Sapientemente inizia a stimolarmi la prostata e mi sento in paradiso: cazzo nella sua bocca, un dito nel culo e Nik che ci guarda.
Nel giro di un attimo dono alla mia signora la seconda sborrata della giornata e le sgorgo abbondantemente nella gola; la vedo deglutire, due volte, e questa sua avidità mi appaga definitivamente.
Vorrei vederla ingoiare per sempre.
Consumato l'orgasmo, inizio a sentirmi nudo, completamente spoglio, le mie fantasie si sono realizzate e sento un po' di vergogna.
Francesca mi sta accarezzando la gamba, guardandomi dolcemente, come se capisse quello che sto provando e facendomi sentire meglio stuzzicandomi.
"Siamo in due apprezzare lo sperma allora, potevi dirmelo prima!"
Ci ricomponiamo, ci alterniamo in doccia e beviamo qualcosa prima di congedare Nik
Una volta chiusa la porta, ci riempiamo il calice con un goccio di vino e brindiamo, sorridendo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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